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Le abilità mentali dell'atleta
La
concentrazione di un giocatore nell'esecuzione dei tiri liberi nella
pallacanestro, la capacità di un attaccante nel saper mantenere la
calma al tiro di un calcio di rigore, la forte motivazione che ha
sostenuto molti nostri grandi atleti nella 50 Km. dello sci di
fondo, l'abilità di una sciatrice di eliminare i fattori di
distrazione e di prestare attenzione solo al percorso nello slalom
gigante dello sci alpino: queste sono solamente alcune delle
caratteristiche psico-fisiche che contribuiscono al successo di un
atleta o di un'intera squadra e che portano al risultato.
Quali pensieri attraversano la mente di un ciclista scalatore mentre
compie lo scatto decisivo all'inizio della salita ? In questo caso
il dialogo interno è un fattore determinante per il conseguimento
del risultato: le gambe "girano", come si dice in gergo ciclistico,
ma i pensieri dell'atleta sono pensieri positivi, pieni di fiducia
nei propri mezzi fisici e mentali.
E quanto conta la coesione di gruppo nel mettere a punto "il muro"
in una partita di pallavolo della nostra nazionale azzurra ?
Il fattore-squadra, cercato e ricercato in allenamento, non è
soltanto uno schema tattico applicabile automaticamente, ma è
soprattutto un fattore umano che trova la sua forza nelle adeguate
relazioni interpersonali fra gli atleti del gruppo.
Per vincere ci vogliono gambe, cuore e testa: la condizione fisica e
le capacità tattiche e motorie dell'atleta sono il fondamento su cui
costruire una buona performance, ma se aggiungiamo ad esse il
controllo emotivo sulle situazioni ed abilità mentali sviluppate ed
allenate, si pongono le condizioni necessarie per ottenere un buon
risultato.
Ma non bisogna mai perdere di vista il concetto di uomo - atleta ;
l'agonista non è un robot, non è un gigantesco meccanismo sostenuto
dagli sponsor e da complesse manovre di tipo economico.
E' un uomo, un uomo che ha scelto di sfidare sé e gli altri, con i
suoi punti deboli e le sue illimitate potenzialità ; lo psicologo
dello sport deve tenere bene in mente che dedicherà il suo sostegno
ed il suo contributo in primis all'uomo, e in secondo luogo
all'atleta che c'è in lui, il quale rappresenta solo una parte della
sua complessità.
La psicologia dello sport è una disciplina giovane che ha la
possibilità di apportare validi contributi sia nello sport di alto
livello che nelle fasi di apprendimento di un'attività, studiando in
un primo momento una serie di atteggiamenti e comportamenti propri
dell'ambito sportivo ed il loro conseguente impatto sulla qualità
della prestazione, e successivamente applicando delle strategie di
intervento volte al miglioramento del gesto atletico.
Questa disciplina si pone come punto di incontro tra ricerca
scientifica ed applicazione nel settore ed il suo bacino di utenza è
costituito principalmente da allenatori, dirigenti, atleti, arbitri,
medici dello sport, tecnici, psicologi e da tutti coloro che operano
ad ogni livello nel campo dello sport.
Possiamo definire la psicologia dello sport come una psicologia
dell'azione che si pone come obiettivo la comprensione a 360°
dell'uomo e del suo essere atleta.
Il Mental Training:
Per tecniche di allenamento mentale (Mental Training) mi riferisco a
metodi multimodali improntati all'apprendimento e al perfezionamento
di alcune abilità che interessano da vicino l'attività agonistica.
Ecco un elenco delle principali strategie o abilità mentali più
importanti:
Focalizzazione dell'attenzione e concentrazione (Focusing)
La concentrazione è la capacità di focalizzare l'attenzione su un
compito per un determinato periodo di tempo, senza essere distolti
da fattori distraenti interni (ad es. pensieri negativi) ed esterni
(ad es. il rumore della folla).
Incremento della motivazione e dell'autostima
L'acquisizione di fiducia in sè è la vera chiave della motivazione:
se l'atleta ha fiducia in sè e in quello che è in grado di fare non
solo è motivato, ma accresce le sue probabilità di avere successo.
Fino a quando l'atleta cercherà solo nell'ambiente esterno di
soddisfare i suoi bisogni di sicurezza, stima ed approvazione, la
vittoria gli sfuggirà, poichè il suo senso di identità personale
sarà dipendente da fattori esterni di cui avrà bisogno.
Il passaggio avviene quando l'atleta inizia a scoprire queste
qualità DENTRO di sè.
Invece di cercare approvazione trova il suo senso di intimo VALORE.
Diventa abbastanza sicuro di sè da essere in grado di comprendere di
essere un giocatore valido anche se commette degli errori.
Formulazione degli obiettivi (Goal setting)
Molte volte gli atleti stessi non definiscono accuratamente
un'adeguata scala degli obiettivi da perseguire durante l'anno, e
questa scarsa capacità di pianificare degli specifici standard di
abilità da raggiungere in un compito può compromettere l'esito della
stagione agonistica.
Gli obiettivi devono essere suddivisi in sub-obiettivi a breve,
medio e lungo termine, devono essere difficili ma raggiungibili,
mirati al miglioramento graduale della prestazione più che al
risultato (che sappiamo essere molto spesso imprevedibile).
Abilità immaginativa (Imagery)
Gli atleti vengono progressivamente allenati alla rappresentazione
mentale di immagini visive, inserendovi stimoli immaginativi
polisensoriali e favorendo in questo modo un maggiore coinvolgimento
emozionale e cognitivo da parte del soggetto.
La capacità di visualizzare comprende alcune attività applicabili
allo sport, fra cui l'osservazione di altri atleti in azione (dal
vivo o videoregistrati) seguita dalla ripetizione immaginata delle
sequenze motorie (allenamento ideomotorio); il passo successivo
consisterà nell'esecuzione pratica dell'atleta del movimento prima
osservato e poi visualizzato.
La tecnica dell'Imagery, preceduta sempre da una breve seduta di
rilassamento, viene anche utilizzata prima della gara come momento
di concentrazione e di visualizzazione del percorso.
Gestione dell'attivazione fisiologica (Gestione dell'Arousal)
Con il termine arousal è indicata in psicofisiologia l'intensità
dell'attivazione fisiologica e comportamentale dell'organismo:
quando l'organismo deve effettuare una prestazione deve attivarsi,
cioè mettere in moto una serie di processi caratteristici dello
stato di arousal quali l'aumento della vigilanza e dell'attenzione,
l'attività dei muscoli che si preparano allo sforzo ed il cuore e i
polmoni che si preparano al dispendio di energia.
E' di fondamentale importanza per un atleta raggiungere e mantenere
il suo livello ottimale di attivazione psicofisiologica in ogni
circostanza, allenandosi con delle semplici tecniche di attivazione
o disattivazione secondo le esigenze.
Rilassamento
Le tecniche di rilassamento, come il Training Autogeno o il
Rilassamento Progressivo di Jacobson, vengono utilizzate per
prendere consapevolezza della tensione muscolare a riposo e in
attività (Inventario corporeo), per gestire situazioni ansiogene o
stressanti e sono preparatorie a qualsiasi attività immaginativa.
Gestione dell'ansia pre-agonistica
La prevenzione ed il trattamento dell'ansia costituiscono uno dei
principali problemi e dei maggiori obiettivi della medicina e della
psicologia dello sport.
L'ansia preagonistica è legata all'imminenza di una competizione
particolarmente impegnativa e temuta, ma a volte lo stato ansioso
può estendersi anche ad altre situazioni, sportive ed
extra-sportive., diventando talvolta obiettivamente immotivata.
Esistono delle tecniche di gestione dell'ansia pre-agonistica quali
il rilassamento e la desensibilizzazione sistematica.
Comunicazione
L'atleta del giorno d'oggi pretende giustamente rispetto e
considerazione da parte della Federazione e dell'allenatore; egli
non vuole essere escluso dalla gestione dell'attività sportiva che
lo riguarda.
Questa necessità di dialogare e pianificare insieme pone non pochi
problemi di comunicazione fra
l'atleta e l'allenatore; quest'ultimo da parte sua spesso tende a
non considerare le esigenze dettate dall'evoluzione emotiva e
cognitiva del giovane agonista, ma a focalizzare la sua attenzione
solo sugli aspetti di sviluppo motorio e di rendimento.
Si rivelano di grande utilità incontri di gruppo fra atleti ed
allenatore, fra allenatore e dirigenti, fra atleti di una stessa
squadra con qualche problema di dialogo fra giocatori.
Uno degli interventi più richiesti dalle Federazioni Sportive e che
lo psicologo dello sport può attuare in seno ad una squadra è un
Corso di Mental Training (pacchetto multimodale sulle attività di
base su menzionate), con sedute settimanali della durata di un'ora o
due per dieci - quindici settimane.
Lo scopo dell'intervento è quello di fornire un'occasione di
apprendimento di tecniche per migliorare la performance atletica e
successivamente di rendere completamente autonomo il soggetto che ha
usufruito degli insegnamenti del Corso: infatti l'atleta, fornito di
supporti audio-visivi, è in grado di allenarsi quotidianamente per
conto proprio, senza dover instaurare un rapporto di dipendenza con
lo psicologo dello sport.
Per quanto riguarda gli allenatori (ma non solo loro), di estrema
attualità ed utilità risultano essere i Corsi di formazione sulla
Psicologia dello Sport e sulla Psicologia dell'infortunio e della
riabilitazione : questi corsi permettono agli addetti ai lavori di
apprendere delle conoscenze sul modo di pensare e di sentire degli
atleti (soprattutto per quanto riguarda gli atleti infortunati) che
spesso non vengono rese disponibili nell'ambiente sportivo.
Bibliografia
Antonelli Ferruccio (1994) "La preparazione mentale nello sport",
Movimento 10, Numero 1, Edizioni Pozzi.
Bortoli L., Gramaccioni GF., Robazza C. (1994) "La preparazione
mentale nello sport", Edizioni Pozzi, Roma.
Castellani A. (1983) "La preparazione psicologica del tennista"
Editori Del Grifo, Montepulciano.
Gerin M., (1998) "Valutazione psicologica e psico-fisiologica di un
campione di 100 ciclisti dilettanti", Movimento 14, Numero 1,
Edizioni Pozzi.
Gerin M., (1998) "Psicosomatica e sport : un'ipotesi sull' ansia
somatizzata"
Psicologia e Scienze umane.
Garfield C.A. (1986) " Rendere al massimo "
Sperling and Kupfer Editori.
Syer J., Connoly C. (1987) " Guida per atleti all'allenamento
mentale "
Zanichelli Editore.
Dott.ssa Marina Gerin Birsa
Psicologa dello Sport
email:
gerinbirsa@tiscali.it .
www.psymedisport.com
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