La parola di Edita Pučinskaitė
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Nel giardino rosa del Giro Donne Bici, Donna, Rosa… come tentazione, sogno, poesia, metafora della vita… La Rosa…fiore magico, il più cantato dai poeti e scrittori d’ogni tempo. Regina dei fiori più coltivati, da sempre simbolo di bellezza, eleganza, fragilità e mistero. Nell’antica Roma i petali di rosa erano sparsi lungo il percorso dei vincitori. Oli, unguenti e profumi, ricavati da questo fiore erano usati in tutto il mondo antico, ancora prima del cristianesimo. Usanze arrivate fine ai tempi moderni senza dar segni d’invecchiamento. Dall’antichità ai giorni nostri, la rosa cattura l’attenzione: fragile, pungente, misteriosamente contraddittoria, per questo molto attraente, un vero caleidoscopio d’emozioni e sensazioni. Fiore dominante, molto femminile, in possesso di un proprio linguaggio e simbologia: quella rossa rappresenta la passione, la gialla la gelosia, quella bianca la purezza. In qualunque colore la rosa è comunque l’indiscusso simbolo della serenità e passione. Mi piace immaginare il Giro Donne, come un grazioso giardino di rose color rosa. Giardino uniforme: suddiviso in 18 piccoli ritagli composti da 5- 8 rose ciascuno, con provenienza intercontinentale. Giardino armonioso: perché composto di rose alte, basse, mature o ancora da sbocciare. Tutte incantevoli, tutte con la propria fioritura che comunica, esprime, trasmette. Giardino color rosa: capace di suscitare emozioni perché profumato da togliere il respiro. Profumo, ma anche bellezza. Giardino colmo: di creature forti, resistenti, spinose, ma con petali molto fragili… un fantastico abbinamento! Giardino curato: coltivato con tanti sacrifici, saggezza, professionalità e passione, quest’ultima essenziale come il sole e l’acqua per ogni pianta. Un Giardino allestito e predisposto per essere esaminato, valutato, rosa per rosa. Nell’attesa di un verdetto che sarà assegnato dopo dieci giorni di prove… … ogni singola rosa, così simile, così diversa ha voluto sbocciare in questo giardino, lui dal canto suo è pronto ad abbracciarle con affetto. Il giardino del Giro Donne 2009, tanto prestigioso e attraente quanto disagevole e faticoso. …ogni singola rosa è ben consapevole di correre il rischio di andare alla deriva, piegarsi e seccarsi. Sbocciare in condizioni estreme, rinunciare alle coccole della comoda serra, tentare di resistere al bruciore del sole di mezzogiorno, lottare con il vento, superarsi…ma tutto ciò la distingue, la rinforza e la riempie. E’ così che una Rosa diventa “La Rosa”. …ogni singola Rosa già sviluppata o ancora da sbocciare sogna di diventare “La Rosa” delle rose, ognuna di loro vorrebbe essere eletta la reginetta del ballo, vincere la competizione. Questo, purtroppo non sarà possibile………. Pero…Che tu sia una pianta, un uccello, o una ragazza in bici, quello che ti rende unica, è il desiderio, tentare di raggiungere il massimo delle proprie possibilità, anche se questo dovesse significare fare un umile, ma essenziale compito d’appoggio. Coprire e proteggere la rosa che cresce stretta al tuo fianco, magari più pronta o adatta per ambire al primato, è come lottare, vincere o perdere insieme. Ma anche… Emozionarsi e nello stesso tempo assaporare quel sentimento di passione che scorre e si trasmette anche agli altri. Le emozioni non sono in vendita, vale la pena di dipingere di rosa i propri sogni da bambina, crescere, faticare, sacrificarsi per poi un giorno cercare se stesse, capire la propria dimensione in quel giardino rosa del Giro Donne. Buon Giro rosa a tutte le partecipanti! Grazie ai sostenitori del ciclismo in rosa, siete voi nostra forza! Edita |