dalla A alla Z
 - Osservazioni – riflessioni – aggiornamenti – cronache - info -
di Edita Pucinskaite

 
 

n.6   12 maggio 2010

A- Affermazioni azzurre. Giorgia Bronzini è l’atleta azzurra più vincente in questa primavera ciclistica. Con tre centri in soli otto giorni dice chiaro e tondo: sono io la sprinter più forte d’Italia.   

BBrave. Non hanno ancora vinto ma ci mettono l’anima. Prestazioni confortanti giungono dalla pattuglia giovanile.. Elena Berlato, Eleonora Patuzzo, Valentina Caretta, tre giovani di valore stanno dimostrando di che pasta sono fatte, tentando l’attacco ogni corsa, senza timori e con tanta personalità sia in Italia che all’estero. Ottimi i loro piazzamenti alla Freccia Vallone, messaggi chiari al tecnico nazionale. 

C – la Coppa del Mondo gira il mondo. Più che un gioco di parole è la strada intrapresa dall’Uci che tende ad allargare sempre più i confini del ciclismo. La quinta prova in territorio cinese è una novità per il ciclismo in rosa. A timbrarla dopo una testa a testa con la Kirsten Wild è stata l’autorevole e puntuale Ina Teutenberg  

D- Dispiace. Basta che un evento (leggi gara) esca dal vecchio continente per notare un netto calo di presenze italiane e non. Perché moltissimi team preferiscono una corsetta nazionale di casa propria ignorando una prova di coppa? Si tratta d’intoppi organizzativi, di mancanza di liquidità o è questione di mentalità??  

E- è la conferma di quanto detto sopra. Le prime tre della classifica di Coppa (con i loro rispettivi team) sono rimaste comodamente a casa. Nonostante questo il risultato cinese non ha mosso di un pelo la classifica di Coppa. La guida Marianne Vos con 155 punti, seguita da Grace Verbeke con 114 i punti e Emma Johansson con 101 punti. Gli assenti hanno sempre il torto, ma qualcuna forse ha perso un’ottima occasione per incrementare il proprio punteggio. 

F- Forza ragazze! Abbracci alla nazionale britannica investita da un’auto durante l’allenamento. Uno scontro da brividi che ha portato l’intera nazionale in ospedale con conseguenze preoccupati (schiacciamento della vertebra, fratture del femore e polso, trauma cranico ecc).   

G- Giro d’Italia dei prof. Siamo tutti ad avvertire e a subire il fascino della spettacolare corsa rosa, nel quale ci tuffiamo volentieri, con soddisfazione e partecipazione emotiva. 

I- Invece c’è chi, sentimenti a parte, punta il dito sulle lacune “Il percorso è da vero giro d’Italia, i partecipanti per la vittoria finale..pochini. Tutti i big puntano al Tour e a noi, restano le briciole e dobbiamo accontentarci..come sempre. Povero vecchio giro. Gli italiani sempre meno e gli stranieri sempre di più ma con poca qualità” parole di Andrea Noe, il Brontolo, famoso per la sua schiettezza  

Q- Le qualità tecniche e atletiche del prossimo Giro Donne (2-11.07) non avranno precedenti. Dopo l’uscita di scena della Gran Boucle (Tour de France femminile) il Giro si conferma la corsa a tappe più ambita in assoluto. E accoglierà il top del mondo! Top team con top formazioni in top condizione. È soltanto una costatazione.  

L- Tour de L’Aude. La più “anziana” corsa a tappe del calendario Uci (14-23.05) è pronta per una nuova puntata. Si preannuncia una partecipazione di vertice e si prevede una grossa battaglia. 

M- Mahhh…”Ammiro il ciclismo perché è uno sport di fatica pura…. Perché non è uno sport da femminucce” è il concetto di Gennaro Gattuso, ospite al Processo alla Tappa al termine della terza tappa. Beh…ognuno è libero di dire come la pensa… 

Nnon cambia una virgola. Tra la cdm di Cittiglio (a marzo) e il Girodonne (a luglio), nella Gazzetta dello Sport si dimenticano dell’esistenza del ciclismo femminile. Ci sono tante riviste del settore che fanno ancor meno. Non ci resta da prendere quel che viene.    

PPerché altri sport sì e il ciclismo no. Le cicliste non si sono mai sognate di avere lo stesso “trattamento” mediatico dei prof, ma una giusta proporzione potrebbe pur crearsi? Viviamo nel terzo millennio e qualcosa nella mentalità d’un paese…potrebbe cominciare anche a cambiare.   Australia, USA, Gran Bretagna, paesi del nord e del est docet. 

S- Un altro perché. Perché non esistono gli stessi controlli antidoping e le stesse sanzioni in tutti gli sport e in tutti i paesi ? E soprattutto perché non fare il passaporto biologico anche alle donne ? 

VA volte il vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato (J.Morisson.)


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n.5   21 aprile 2010

A- Ancora atlete del nord a dettare legge. La terza prova della coppa del mondo, la Ronde Van Drenthe è stata tutta olandese, tutta del medesimo team, Nederland Bloeit che altro non è che la formazione di Marianne Vos. Il gradino più alto è stato gentilmente “concesso” alla compagna Loes Gunnewijk, seguito dall’altra luogotenente Annemiek Van Vleuten, mentre la regina si è tenuta la corona, ovvero la maglia della leader di coppa.     

B- Giorgia Bronzini. E lei a salvare l’onore azzurro nella lunga campagna del nord. Un quarto, un secondo e un terzo posto conquistati in una settimana non possano sostituire una vittoria, ma confermare il valore dell’atleta sì. 

C-Clamorosa Contraddizione. Mentre la massima espressione femminile continua a disperarsi per lo scarso spazio nelle pagine delle riviste specializzate, il movimento del Granfondo attraversa un momento di grazia. Donne incluse. Servizi, foto, interviste approfondite, le gran fondiste sono considerate e “coccolate” tanto quanto i maschietti. Giudicate voi…

 D- Dalla Fiandre alla Freccia. Due corse maiuscole, capaci di aggiungere un senso e un valore a quello che si fa. Corse che cavalcano la storia. Le due belghe, a differenza della nostra Sanremo, non pensano che l’inserimento della corsa femminile possa comportare un qualsiasi tipo di problema. Mercoledì 21.04, come nella tradizione, le donne si sfideranno sul percorso parallelo, precedendo di un paio di ore i prof sulla rampa di Huy. (segue G.)

 G- Sarà una grande giornata di sport. Come ogni anno. L’appassionato popolo belga si nutre di queste classiche. La partenza della corsa femminile, in cima al famoso muro di Huy, sarà affollata di gente già dalle prime ore di alba. Con l’immancabile birra e un panino con wurstel e ketchup in una mano e la macchinetta fotografica nell’altra, pronta a godersi lo spettacolo (segue M.)

M- Muro di Huy. Mitico, maestoso, micidiale. La rampa con pendenze sopra il 15%, è quasi sempre il giudice della gara! Salvo i tentativi da lontano, espressione di coraggio e tatticismo. Comunque vada, ogni atleta, dalla prima all’ultima, sarà applaudita con la stessa intensità lungo i 1300m conclusivi da affrontare fuori soglia. Segue N)

 N- “No, la Freccia Vallone femminile non sarà trasmessa in tv”- è la risposta alla più frequente delle domande, la risposta invita però a fare una costatazione ironica ma evidentemente plausibile. Negli anni scorsi soltanto pochi rari fedelissimi sapevano della presenza femminile alla Freccia, adesso già il fatto che la domanda sia posta è un segnale positivo della nostra crescita mediatica (segue P.)

O- Era l’ora! Dopo un aprile avaro, completamente privo di corse azzurre, si riprende il filo. Con ben tre corse in otto giorni. GP Liberazione (25.04), GP Meccanica (1.05) e Muri Fermani (2.05).

P- Promessa. Marc Chovelon, coordinatore strada Uci, ha promesso in occasione del suo intervento al congresso internazionale del ciclismo femminile di “portare” Eurosport in tutte le prove di coppa del mondo femminile a partire dal 2011. E noi speriamo che le promesse non vengano “infrante come pioggia su di noi”.   

S- “La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta” Confucio.

T-Tre. Tre nomi di spicco, tre conquiste per ciascuna. La Freccia Vallone al femminile, nata nel 1998, non ha ancora deciso chi è la padrona tra: Fabiana Luperini, Nicole Cooke, e Marianne Vos.

U- Unica. Proprio la Luperini, tanto ammirata per le sue imprese colorate di rosa e di giallo, quanto criticata per l’assenza e anonimato negli appuntamenti iridati, è destinata a restare a lungo la più grande scalatrice azzurra (ma anche mondiale) di tutti i tempi. Interessante… Chi avrà la forza e coraggio di prendere la sua scomoda eredità, se e quando sboccerà una nuova Lupa? (segue V.)

V- Vivaio. Le piccole scalpitano. E sognano. Tra tante ragazzine esordienti che mi hanno scritto ben due volutamente o inconsciamente si riferiscono alla figura di Fabi. Una è sopranominata “la lupa” (sopranome di fabiana) per il suo fisico minuto e sottile, l’altra sì è creata la propria mail che comincia con “pantanina” (un altro nikname di Fabi.)

Z- Olga Zabelinskaya. Ancora lei, attaccante nata, promotrice di tantissime fughe e autrice di lunghe fughe solitarie… stavolta protagonista di un episodio spiacevole, un incidente stradale… Trauma epatico e un periodo stop per lei. Forza Olga, forza a tutte le atlete che sono temporaneamente fuori dal gruppo a causa d’infortuni o problemi fisici.


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n.4   14 aprile 2010

A- Azione con la A maiuscola. Il suo vantaggio non ha mai superato un minuto e mezzo, la lunga fuga pareva destinata ad essere archiviata come un bel gesto di coraggio. Invece no. Ciò che si aspettava da lui, l’idolo del paese (Tom Boonen), ha realizzato una lei. Si chiama Grace Verbeke, classe ’84, il primo nome belga nella breve storia del Fiandre femminile . Ha accelerato con forza, staccando la sua unica compagna di fuga Adrie Visser proprio sul Muur, il muro (segue B)

  B- Belga lei, belga il suo team, belgi i tifosi lungo le strade, definirei un fuoco belga, perché è da pelle d’oca e fuoriesce dagli applausi, sguardi, macchinette fotografiche e gridi colmi di ammirazione! E ciò che si respira durante il periodo delle classiche del Nord. E le donne sono applaudite con la stessa forza e calore! Magnifico! (segue E)

 C- Cadute. Nella campagna del Nord purtroppo, capita più spesso del solito. A volte sono dolorose. Azzerano interi mesi di preparazione e costringono a stop prolungati. Tra queste Martina Corazza (Team Valdarno), tornata a casa prima del tempo con tre costole rotte e l’amaro in bocca. Un abbraccio, fatti forza!     

 D- Dominio Nordista. Le prime corse di caratura mondiale sono state dominate dalle atlete e dai team del nord. Da Marianne Vos (Ned- Nederland Bloeit),a Emma Johannson (Swe-Redsun Cycling Team), a Grace Verbeke (Bel-Lotto Ladies Team), a Kirsten Wild (Ned-Cervelo Test Team), per finire a Ina Teutenberg (Ger-Columbia). C’era da aspettarselo, sinceramente parlando. Eccezion fatta per la sorprendente Grace Verbeke, nulla di nuovo sotto il cielo, sono i nomi delle atlete affermate. Chi sarà la prima azzurra ad interrompere lo strapotere delle nordiche?

 E- Emozioni. Ha resistito, ha insistito, ha trionfato. Tagliando il traguardo con soli 3’ “è la vittoria più importante della mia carriera,- sono le prime parole pronunciate da Grace Verbeke, che non trattiene l’emozione “sul Murr l’atmosfera era davvero fantastica, tutti scandivano il mio nome e io non sentivo più né corpo ne avvertivo la pedalata, era se come mi spingessero”.  

 G- Giovani. Toscana Vaiano Solaristech è il più giovane Team Uci al mondo. Nella formazione di Stefano Giugni spiccano ben cinque “pulcini” classe ’90. Forza ragazze!

 I- Italia. Ad aprile c’è ben poco in Italia. La prossima corsa però festeggerà un quarto di secolo, confermandosi come una delle più “anziane”. Il GP Liberazione a Crema sta attendendo tutti gli appassionati del ciclismo rosa per la tradizionale prova riservata alle ruote veloci.   

L- Lo sapevate che…le due iridate di Varese ’08, la britannica Nicole Cooke (strada) e l’americana Amber Neben (crono) stanno attualmente gareggiando con le  proprie nazionali. Le due (come tante altre) si sono ritrovate appiedate dopo il clamoroso passo indietro della ex team (a fine sponsorizzazione) Nurnberger Versicherung. Tutto questo a giochi già fatti, ovvero: contratti con il team già firmati, tesseramento all’Uci ormai effettuato. Una vera beffa. In questi casi restano due strade (parallele tra l’altro): continuare a gareggiare con un team che non paga, o con la propria nazionale. (segue M)

 M- Mah…Incapacità di adempiere i propri obblighi contrattuali. Sono cose che non dovrebbero accadere, ma accadono e toccano le realtà piccole e grandi. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, quel che ci vuole sono le garanzie. Un movimento, se vuol essere credibile, deve assicurare prima, per difendere poi la propria credibilità. Tutelando le atlete, stanche di vivere con l’angoscia di restare a fine anno senza lo stipendio o il rimborso mensile, perché si sono chiusi i rubinetti o qualcuno ha sbagliato i bilanci, o peggio perché ci marcia……….. (segue N). 

 N- Nessun responsabile o colpevole. È un dato di fatto. “non siamo tutelate dall’Uci, l’organo che dovrebbe assicurare e fornire delle minime garanzie” parole, dure e secche dette dall’olimpionica Nicole Cooke. Che confessa di aver provato più volte di bussare al portone della federazione internazionale, ma il fatto di trovarsi a gareggiare con la maglia della nazionale dice come sono andate le cose. (segue P)   

P- Perdonatemi l’arroganza ma la domanda, se vogliamo crescere, ce la dobbiamo pur porgere, come mai  conosciamo molto bene i nostri doveri, ma non sappiamo quasi niente dei diritti? Perché chi viene “fregata” prosegue sola ed è vista dalle colleghe come una che ha sbagliato la mossa? Non sarà per caso anche la colpa nostra? Del nostro individualismo, invidie e incapacità di  unirsi ?   

 S- Siamo al Solito. Solo una triste costatazione. Vania Rossi è l’atleta donna che vanta maggior spazio nelle pagine della carta stampata. I quotidiani sportivi sono stati attenti e attratti dalle sue vicende private. Quindi il fidanzamento con Ricardo Riccò, nascita del bambino, problemi seguenti legati a procedura di esami antidoping, appelli e dichiarazioni pubbliche, per finire al risultato delle controanalisi. A quanto pare, il giallo prosegue, la storia continua… Come continua il (quasi) silenzio accanito quando si tratta di parlare del ciclismo rosa PEDALATO

 T- Terribile Ronde Van Drenthe, ovvero l'inferno del nord al femminile. Qualcuno descrive così la terza prova di coppa del mondo, che si terrà in olanda 11.04. La prova diventa impegnativa e “distruttiva” in caso di forte vento o maltempo. Strade strette e alcuni tratti in terribile pavé nella foresta sono il bigliettino da visita della gara. Che comunque resta al servizio delle ruote veloci. Favoritissime: la tedesca Ina Teutemberg, l’olandese Kirsten Wild, e l’azzurra Giorgia Bronzini. L’ immancabile super Marianne, ovviamente, è inclusa sempre.         

U - L'uomo è difficile da scoprire, ed egli è per se stesso la più difficile delle scoperte (F.Nietzsche)

 V- Velocissima e brillantissima la baby Rossella Callovi (Vecchia Fontana) si mette subito in mostra. Per convincere che il suo secondo posto a Cornaredo (7.03) non è stata una casualità. Sceglie il modo giusto al momento giusto. Il giorno del suo diciannovesimo compleanno si regala la sua prima vittoria nel mondo “delle grandi”, regolando a Schonaich (Ger) una novantina di atlete


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n.3   3 aprile 2010

A- Accoglienza: dieci e lode. Eventi collaterali: eccellenti idee e organizzazione. Presenza e partecipazione dei team: massima.  Pubblico: presente ovunque. Attenzione delle autorità e delle massime istituzioni ciclistiche: c’è stata. Attenzione mediatica: buona.  La prima prova di coppa mondiale sta facendo dei passi giganteschi, grazie a Mario Minervino, i suoi collaboratori e alla cittadina di Cittiglio.  

B- Bis. Chi se non una tremendamente puntuale Marianne Vos potrebbe permettersi di replicare il successo della puntata precedente? A Cittiglio ha nuovamente trionfato, indiscussa regina delle classiche, indossando così la nuova maglia a strisce orizzontali. Il premio della combattività va alla  coraggiosa e tenace russa Olga Zabelinskaya.

C- Classica delle classiche. Ovviamente il Giro delle Fiandre, una delle università più prestigiose del ciclismo. I muri del Fiandre dei Prof, sono concentrati negli ultimi 130 km, gli stessi della prova al femminile, che per chi non lo sapesse (e sono molti) è nata nel 2004 e si corre in concomitanza con la prova maschile. La vittoria vale una la carriera. La Rai? Magari… un giorno

 D- Danimarca non è stata generosa con la nazionale azzurra di pista, anzi. Fa parte di quelle trasferte iridate da archiviare e dimenticare subito,  magari dopo aver riflettuto, ovviamente. Impressionante il bottino australiano, ben dieci medaglie, sei delle quali d’oro. D'altronde l’Australia, come la Gran Bretagna (nove medaglie) sono nazioni che hanno sempre investito e puntato molto sulla pista. 

 E- Entusiasmo contagioso. Emozione e sentimento traspaiono sempre dal timbro della voce Rai, Lorenzo Roata, compresa la sintesi del Trofeo Binda su rai sport. Lui il ciclismo femminile lo sente e vive dentro da anni. Una pietra preziosa per il movimento.   

 F- Futuro. Secondo voi come guarda al futuro del ciclismo rosa una promettente diciannovenne?  “Sarà più serio, crescerà e si evolverà in ogni campo,- è la risposta alla domanda, subito però si affrettata a precisare,- però dipenderà da chi e da come sarà gestito”….  Già…    

G- Guadagni. Molti si domandano quanto guadagna una donna  rispetto ad un uomo? Esiste una percentuale? Domanda veramente difficile e complessa. (seguire S)  

I-Il primo congresso Internazionale femminile, organizzato da Cycling Sport Promotion in occasione e alla vigilia di Trofeo Binda di Cittiglio lo definirei come un passo importante. Esponenti Uci e Fci, atlete, direttori sportivi, organizzatori delle corse e esperti dei vari settori ciclistici si sono dati l’appuntamento sotto lo stesso tetto, per guardarsi negli occhi.. Il prossimo passo, a mio avviso, deve essere più concreto, serve un dialogo, un raffronto, un dibattito costruttivo. Non si può certo illudersi di risolvere tutte le varie problematiche in un pomeriggio, ma individuare e definire le necessità e strategie per cercare di migliorare i vari equilibri, sì.  

L- “Leontien’s Ladies Ride” si chiamerà così la corsa, tutta al femminile, voluta e inserita tra i molteplici avvenimenti collaterali che affiancheranno i primi tre giorni “olandesi” del prossimo Giro d’Italia prof. Amsterdam si prepara all’evento, sollecitando i settori della moda, dello spettacolo, del turismo, gastronomia e sport. Quindi ricordando e onorando l’emblema del ciclismo olandese, l’olimpionica a Sydney 2000 Leontien Van Morsel. Già adesso si contano 4 mila iscritte. Cifre che fanno riflettere.  

M- Medioevo. È la parola che ho usato sulla mia rubrica, nel mensile “Ciclismo”, per rendere al meglio il concetto della visibilità che gode il ciclismo rosa sulle pagine del principale quotidiano sportivo colorato di rosa (appunto). E ribadisco: contiamo quante righe all’anno ci vengono gentilmente dedicate dalla Gazzetta della Sport e facciamo una percentuale, magari anche con il poker …... E ditemi voi se non siamo al medioevo…?  
N- Non ha centrato l’obiettivo Giorgia Bronzini, troppo sfortunata (caduta), troppo controllata nella gara a punti. Non ha riportato a casa la maglia iridata. Ma chi conosce il carattere di Giorgia, sa bene di che scorza è fatta. A volte i momenti di rabbia e delusione fanno uscire fuori il campione che si nasconde dentro.       

P- Passione o Professionalità. Nessun segreto, il ciclismo si basa (o meglio dovrebbe basarsi) su questi due concetti fondamentali. Uno non deve escludere l’altro, ma c’è sempre una parte della bilancia che pende di più.    

S- Squilibrio.  Non esistono regole nel caotico sistema del professionismo maschile riguardo gli ingaggi. Quello femminile gli stà a ruota. Sembrerà strano ma i prof sono valutati o sopravalutati in base alla mentalità, paese e categoria del team d’appartenenza (seguire T).   

T – Totale disarmonia economica tra i Team. Nel ciclismo femminile non esiste seria A, B o C come per esempio nel calcio e nemmeno Pro tour. Invece… Esiste un netto contrasto invisibile tra le realtà internazionali, che si presentano al via di una corsa di massimo spessore. Al fianco dei squadroni di “grossa cilindrata” economica sfilano i cosiddetti team di medio livello seguiti dalla immancabile categoria dei “vicini alla soglia di sopravvivenza”.  In gara non ci si pensa mai alle disparità, si abbassa la bandierina, si dimentica tutto e si parte…gomito a gomito   

U- Che sorpresa troveremo nell’Uovo di Pasqua 2010? Tanti Auguri!  

V Dal tuo Vero avversario ti viene un coraggio illimitato ( Franz Kafka)


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n.2    24 marzo 2010

A- Aggiornati, gli appassionati del ciclismo femminile possano contare sui seguenti siti e pagine web:
www.ciclismoinrosa.net, www.ciclismo.biciticino.ch,
www.cicloweb.it, www.ciclonews.it,
www.newsciclismo.com  

B- “Basta poco, canta Vasco Rossi,- a fare impressione, basta poco basta andare in televisione che la gente subito ti riconosce per la strada”. Ha pienamente ragione Vasco, giusto o sbagliato che sia, viviamo in un mondo dove “è d’altronde questa qui la realtà”. Oltre al ribadire il concetto del potere dei mezzi di comunicazione, è un mio rinnovato augurio per il ciclismo femminile.  

C- Cittiglio/Cycling Sport Promotion/Cantele. Tutto pronto per l’attesissima prima prova di Cdm del 28 marzo, Trofeo Binda a Cittiglio firmata da Cycling Sport Promotion. Al via le migliori 28 formazioni mondiali. Motivatissima Noemi Cantele, atleta di casa, che potrà contare sull’appoggio del suo agguerrito Htc Columbia. Previste multiple iniziative collaterali, attesi sportivi e appassionati. 

E- Esempio Marco Bui, forza, volontà e coraggio.  Lo sport è stata la mia salvezza, uno stimolo che ha dato valore alla mia vita. Tanti amici mi hanno criticato per questa scelta, semplicemente perché non hanno capito che lo sport è l’unica cosa che ti dà vita quando stai in queste condizioni. Io ero il miglior biker d’Italia e poi, all’improvviso più nulla, vi assicuro che non è facile. Sono tante le persone sfortunate come me che sono rimaste sole ecco perché voglio portare la mountain bike ad essere sport paralimpico. Lo scorso anno ero alla frutta, soffrivo come un cane per i dolori alla caviglia, ora, dopo l’intervento, sto molto meglio e ho anche più energie mentali oltre che fisiche”. Dopo l’incidente del 2005 e decine di interventi, Marco Bui torna alle corse nella categoria dei diversamente abili C5 e sogna le Paraolimpiadi a Londra 2012. In bocca al lupo! Per me ha già vinto!

F- Facebook, il numero uno dei social network, sta diventando una vera è propria promozione per il ciclismo rosa, l’immediatezza  della comunicazione la freschezza e la naturalezza delle foto pubblicate, pagine dedicate al movimento, fans club, status con le info, commenti, sta attirando e seducendo sempre più il pubblico degli appassionati della bici. La possibilità di istaurare un contatto diretto con una o altra protagonista gioca un ruolo fondamentale, si potrebbe parlare di un piccolo successo del pedale globale rosa.

J- Johanson Emma (Red Sun), dopo aver colto il suo quarto centro stagionale, sarà nuovamente la superfavorita. Come l’olandese Marianne Vos (Nederland Bloeit), vincitrice uscente della classifica generale (con “solo” tre prove vinte nel 2009). La prossima World Cup, composta da nove puntate è già “attenta a quelle due” ma non solo. Ad impensierirle ci penseranno due squadroni come Columbia e Cervelò, oltre alle azzurre Guderzo e Cantele.  

I-Intramontabile Jeannie Longo non scende dalla scena e a 51 anni si lancia per una nuova stagione. Il Gran Prix de Chambery la vede terminare al 7 posto in mezzo ad atlete con genitori più giovani di lei. La domanda nasce spontanea: il suo risultato deve essere interpretato come la triste riconferma di mancanza di rinnovo, o la leggendaria Longo (56 titoli nazionali, per fare un esempio) è un fenomeno paranormale capace di  stravolgere anche le leggi della natura?  

L – “Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta la musica, chi non trova grazia in se stesso” Pablo Neruda  

M- Mondiali in Pista a Copenhagen: dopo una accurata preparazione in altura (Duitama, Colombia)  la nazionale azzurra di Edoardo Salvoldi è giunta alla settimana decisiva. Dal 24 al 28 marzo, le migliori pistard capitanate dalla uscente maglia iridata (corsa  a punti) Giorgia Bronzini andranno in caccia con l’intento di fare il bis.    

N- Novità sono sempre ben accette. Nuovi mondi (ciclisticamente parlando) pure. La prova di coppa del mondo cinese, Tour of Chongming Island World Cup, prevista per il 9 maggio, compensa in un certo senso il vuoto lasciato dalla Svizzera Tour of Berne suscitando interesse e curiosità. 

P-Primavera Rosa, era il nome della Varaze-Sanremo, l’ex prima prova di coppa del mondo al femminile. Anno di nascita:1999, anno della scomparsa: 2005. Percorso: ultimi 120km (i più movimentati e carichi di intensità) della corsa dei prof. Veniva proposta: in concomitanza con la corsa maschile, precedendola di un paio di ore. Ha resistito sette primavere, crollando, definitivamente all’ottava. Ci manca tanto. Troppo!    

R-Alberto Rigamonti, la voce più professionale, un mix tra Davide Cassani e Andrea Berton al femminile. Attento, aggiornato, carismatico, presente, credibile. 

S-Si o no alle radioline in corsa? È una domanda che l’ambiente ciclistico maschile e femminile si pone da tempo. Il sì pare che prevalga sul no, proprio perché grazie alle radioline e possibilità di anticipare gli ostacoli e imprevisti era migliorata la sicurezza degli atleti in corsa. Ma l’Uci va per la propria strada.  

T- C’è chi smette e chi torna. Russa Olga Zabelinskaia campionessa Eurropea U23 crono e strada (2002), terribile specialista delle prove contro il tempo, forte in salita e ottima discesista, dopo diversi anni di attività e due maternità ha deciso di tornare in veste di ciclista. E alla corsa del debutto Cornaredo (7.03) è andata subito all’attacco   

U- sul sito ufficiale dell’Uci  (unione ciclistica internazionale)  www.uci.ch troverete tutte le info per poter seguire il movimento mondiale femminile tra cui il calendario delle corse internazionali, classifiche delle gare, info sui team e atlete, punteggi  

V – Verità, quella che i tifosi chiedano a noi atleti, verità nel comportamento, nel linguaggio. 

Z – Zero in condotta a chi racconta le favole, servendosi magari anche della stampa! Sveglia, un processo di maturazione si impone, se il movimento tutto vuole crescere. Serietà, autorevolezza, e capacità. Di questo ha bisogno il ciclismo rosa, non di altro.


email: pucinskaite@fastwebnet.it


n.1    18 marzo 2010

A-Andiamo! Una nuova stagione agonistica ha preso il volo.  Affrontiamola a testa alta e con un’alta dose di pazienza per tutte le insidie, ostacoli, intoppi sportivi e privati che inevitabilmente presenteranno il conto. Avanti sempre, mollare mai!   

B-Ballerini…. Franco Ballerini è stato più di un commissario tecnico, aveva una marcia in più. Del ciclismo ha tratto l’ispirazione del suo esistere, è evidente. Personalmente ricorderò la sua semplicità, diplomazia, generosità, umiltà, precisione e attenzione ai particolari. “per la mia nazionale cerco uomini prima di campioni,-ribadiva. Convinto!  Per me è un esempio, un uomo basato sui veri valori.   

C-Ciclismo in rosa è sempre più presente. In ogni importante evento, manifestazione, mostra o iniziativa dedicata al ciclismo femminile, loro ci sono. Con infinita passione, fantasia, creatività, capacità di fermare l’attimo fuggente per mettere a fuoco i particolari che descrivano un’immagine reale di una ragazza-atleta d’oggi. www.ciclismoinrosa.net  per trovare momenti di gloria, smorfie di fatica, sorrisi ante e post gara.  E tanto altro.   

D-Difendiamo le proprie, le nostre verità. È un invito. Per difenderle però dobbiamo avere idee, concetti, pensieri, proposte, un materiale solido per un confronto, un dibattito. Sarebbe un passo concreto verso una maturazione. O almeno un buon tentativo. 

E-Epoca. Le cicliste d’epoca, o di una volta, o del dopo guerra, o pioniere, oppure Già cicliste. Quest’ultima inedita definizione è stata inventata da Florinda Parenti, che in un certo senso ha capitanato il gruppetto delle coraggiose atlete del passato neanche troppo recente. Per capire chi siamo e dove vogliamo andare, occorre cominciare dalle radici. Complimenti e ringraziamenti alla rivista “Ciclismo” e a Mario Minervino per averci regalato la seconda edizione di Bici&Mimosa.  

F-Formazioni. Sono questi i Team azzuri 2010, iscritti all’Uci:
Chirio Forno d’Asolo, Gauss RDZ Ormu, Michela Fanini Record Rox, Team Valdarno, Top Girls Fassa Bortolo Ghezzi, Vaiano Solaristech  (più Safi Pasta Zara e Fenix Petrogrades con iscrizioni rispettivamente lituana e russa ma con sedi italiane)  

G-Giro Donne 2010. A Caerano San Marco (TV) è stata presentata la più importante corsa a tappe al mondo. Il vero gioiello per il ciclismo femminile internazionale. Le qualità tecniche del prossimo tracciato, con tappe pianeggianti nella prima parte e maggiori difficoltà successivamente confermano che nulla è stato lasciato al caso. Nell’elenco delle cacciatrici della prossima rosa spiccheranno i nomi delle più quotate scalatrici del pianeta, mentre l’inserimento dello Stelvio, il passo che custodisce pagine indimenticabili di storia ciclistica non farà altro che aumentare il grado di credibilità al pedale femminile, attingendo maggiore interesse e attenzione! Per le info www.girodonne.it  

I- Info. Dopo l’attesissimo debutto stagionale nella lombarda Cornaredo (7.03), riservata alle ruote veloci, nel calendario azzurro si apre un buco che fa male. L’improvviso forfeit da parte della toscana Costa Etrusca (19-21.03) costringe i team di andare in cerca di qualche corsa estera o attendere per tanti, troppi 20 giorni la prossima apparizione. Che ha un nome e un peso, visto che si chiama Trofeo Binda ed è valida come prima prova di Coppa del Mondo. Prova di alto valore organizzativo, sentita e ambita tanto, quanto la Milano Sanremo per i prof.      

L-Libero pensiero: “Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la felicità” Aristotele 

M-Malessere. Quello che mi prende quando vedo ancora personaggi discutibili aggirarsi nel nostro movimento. Possibile che nessuno riesca a fargli capire che la loro presenza non è più richiesta? 

N-Numeri. Anche se resto dell’idea che i numeri come i punti contano fino a certo punto (pure il sistema stesso del punteggio, stabilito dall’Uci è discutibile), resta proprio il punteggio che determina, indica, promuove o boccia un’atleta o un team. Al primo posto, in fuga, viaggia (meritatamente!) Marianne Vos (Ned), seguita da Kirsten Wild (Ned) e Emma Johhansson (Swe), il primo nome italiano è quello della Noemi Cantele che si conferma al 9 posto. Tra i team domina Cervelo test Team mentre la prima azzurra è Gauss Rdz Ormu, classificata al 7 posto.  

O-Ostaggi. Dei grandi media, testate giornalistiche nazionali cercasi per far crescere il ciclismo femminile! 

P-Promesse… Parlare di giovani leve è tanto bello quanto rischioso. La lista delle eterne promesse, mai sbocciate è lunga infinita. Ecco perché non azzarderei affermazioni troppo affrettate sul conto di Rosella Callovi, seconda al suo debutto nella massima categoria, ma le faccio i miei complimenti come un grande in bocca al lupo! 

Q-Quadro: Dove sono finiti i team Bigla, Sella Italia, Flexpoint? Corse come Brissago, Costa Etrusca, Coppa del mondo a Norimberga? È un quadro apocalittico?” mi ha chiesto un giornalista? “No, non esattamente. Qualcosa nasce, cresce, germoglia. Come i Team Valdarno, Vaiano o il Vecchia Fontana. Ma la situazione globale non è incoraggiante, ammetto,-gli risposi.  

R-Ritirate… tra le atlete che hanno deciso di appendere la bici in modo definitivo oltre alla sempre sorridente Laura Pisaneschi spiccano nomi di alcune atlete storiche che non dovrebbero passare inosservati. I nomi che vi citerò hanno dominato per oltre un decennio il panorama mondiale, stravincendo 8 Giri, 4 Tour, 3 Mondiali, 1 Olimpiade e diverse centinaia di corse di massimo spessore: Fabiana Luperini, Nicole Brandli, Diana Ziliute e Kristin Armstrong. Secondo voi è giusto far finta di nulla? Non si sono meritate una pacca sulla spalla? Credo di si! Avete visto uscire articoli nelle principali testate, festeggiamenti, premiazioni o riconoscimenti particolari? Io no! E neanche la gente che segue il nostro mondo, visto che quando incontro e parlo con gli appassionati, essi sono i primi a rimanere perplessi e stupiti. “La Lupa si è ritirata?- mi domandano i ciclisti toscani -E nessuno dice nulla?” Boh…  

S-Solidarietà alle vittime dei terremoti che hanno colpito governi e popolazioni. Sia chiaro, noi ciclisti, interamente concentrati e incentrati su se stessi possiamo fare ben poco per chi si trova intrappolato e semisvenuto sotto le macerie. Ma trarre almeno un spunto per una riflessione, sì.   

T-Tempo… Non è ancora il tempo per fare i primi bilanci, parliamo del tempo meteorologico. È stato un inverno che ci ha messi a dura prova. I problemi veri sono ben altri (vedi su) ma sentire come lentamente si ghiacciano e perdono la sensibilità mani e piedi è pesante e devastante, solo chi ha vissuto con la propria pelle quelle sensazioni, sa che cosa significa e quanto si soffre …  

U-Ultimi. Gli ultimi saranno i primi, annunciano le profezie dei vangeli….solo che non si sa quando. 

V-Voto 10 alla lituana Rasa Leleivyte della Safi Pasta Zara. La volata impostata dalle sue compagne è stata impeccabile, la classe e occhio del giovane talento classe ‘88 (titolo iridato juniores, titolo europeo U23, titolo nazionale elite)  ha fatto il resto.    


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